venerdì 26 giugno 2015

Thonet n°14, la semplicità è sempre di moda

Tra le sedie che preferisco c'è un'altro intramontabile classico, oltre alla Eames (di cui ho parlato qui). Un'altra sedia che segnato la storia dell'arredamento, insieme al suo celebre creatore. 


Si tratta della Thonet n.14. Prende il nome da Michael Thonet, ebanista prussiano che nel 1830, cambiò le regole della falegnameria mondiale. Egli scoprì che per realizzare una curva su un'asse di legno, non era più necessario accostare più pezzi con inclinazioni differenti per poi omogeneizzarli con la levigatura (tecnica allora utilizzata comunemente). Bastava dare una forma al legno bagnato, più malleabile, e sottoporlo ad una lenta asciugatura ad alte temperature. Thonet perfezionò per anni questo sistema, manifestatosi casualmente nel suo laboratorio. Iniziò a modellare il legno servendosi di vapore, fissando il tutto con un'asciugatura di due giorni in un forno specializzato.
La sua tecnica ebbe subito successo e fu brevettata. Thonet realizzò una serie di sedute con schienale ricurvo che suscitarono l'interesse del principe di Metternich, il quale lo promosse falegname della Real Casa. Michael si trasferì con la sua numerosa famiglia in una casa viennese con laboratorio annesso. Lui ed i suoi figli si prodigarono a produrre sempre più sedie, ma con numero di pezzi per sedia sempre minore. Dopo aver esposto le loro opere più e più volte, nacque una vera e propria fabbrica, in Moravia. Da questa fabbrica uscì la prima sedia di soli sei pezzi, pensata per il Cafè Daum.

Era la Thonet n°14. Due cerchi, due stecche e due archi. Legno di faggio e paglia di Vienna.Tutto qui!

Chair No. 14, disassembled, via Things Organized Neatly.

Costava pochissimo ed era in voga tra ricchi e poveri, artisti e artigiani. Sinuosa, leggera, semplice. Tutti la volevano, tutti potevano averla con solo tre fiorini! Una fama strepitosa, milioni di vendite.....ancora oggi!


Riprodotta e rivisitata, la n°14 resta una delle sedie più popolari al mondo. Oggi è esposta al MOMA ed al +Vitra Design Museum Germany.


Uno di quegli elementi che stanno bene in ogni contesto. 


Se ne avete una o più, raccontatemi dove l'avete collocata con una foto!










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